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Modifiche anti evasione per il bollo auto. La banca dati può stanare chi non paga

Presentato un emendamento al Decreto fiscale per integrare i dati del Pra con quelli delle Regioni. La banca dati saprà stanare chi non paga il bollo auto.

Potrebbe essere una rivoluzione quella che sta per accadere molto presto al bollo auto con le modifiche antievasione previste nei correttivi alla manovra finanziaria: oggi alla  commissione Finanze della Camera dei deputati, stando a quanto anticipa Il Sole 24 ore, sarà presentato un emendamento, un piccolo correttivo al Decreto fiscale ma molto potente e in grado di cambiare l’intero sistema di accertamento delle tasse automobilistiche.

Infatti il provvedimento realizzerà l’incrocio delle banche dati Aci-Pra, che contengono tutti i dati dei veicoli, con quelle delle Regioni, che applicano le tasse automobilistiche dovute dai possessori degli automezzi. Sono state finora informazioni distinte, nessuno aveva pensato a metterle insieme e farle interagire tra loro; adesso è diventato urgente farlo, perché secondo le stime mancano all’appello 45 milioni di bolli non pagati e occorre recuperarli, oltre che arginare la falla per il futuro.

In questo modo si potranno integrare i dati contenuti nei rispettivi archivi, attualmente distinti e non comunicanti ma che presto non saranno più separati, così da verificare  facilmente chi ha pagato il bollo auto e chi invece no. Il Pra, pubblico registro automobilistico, “ragiona” in termini di veicoli (è questa la chiave di inserimento e di ricerca dei dati), le Regioni invece hanno i loro archivi organizzati in base ai nominativi dei cittadini residenti, che sono anche i contribuenti per le tasse locali, tra cui appunto quella automobilistica, il bollo auto.

Se il Pra ti cerca per targa e la Regione invece per nome, e le due banche dati non dialogano tra loro, è difficile arrivare al risultato di abbinare il tuo nome alla targa che possiedi; ci si può arrivare, ma richiede programmi applicativi, che non ci sono, e lavoro umano, che nonostante gli sforzi degli uffici è insufficiente. Qualcosa, anzi parecchio, spesso sfugge.

Infatti le Regioni sono spesso in affanno per il recupero dei tributi ed il Pra non può aiutarle piu di tanto, perché, al di là dei dati degli autoveicoli e del sistema di calcolo dell’importo dovuto per ogni mezzo, non conosce le situazioni debitorie dei proprietari, tranne che per quelli – non certo tutti – che hanno pagato online attraverso il sistema telematico dell’Aci.

E in tutto questo ci sguazza chi non paga la tassa dovuta. D’ora in poi invece diventerà pressoché impossibile evadere il bollo auto: il nuovo sistema in arrivo sarà infatti in grado di realizzare un controllo stringente. Una volta messe in comune le informazioni dei rispettivi archivi, le Regioni potranno verificare automaticamente se per ogni veicolo di un contribuente residente è stata pagata la tassa automobilistica; come accade già per i versamenti Iva che l’Agenzia delle Entrate è in grado di rilevare evidenziando immediatamente ritardi, omissioni e scostamenti.

Si saprà in anticipo, senza bisogno di compiere ricerche per nome o per targa, “chi ha cosa”, cioè quali veicoli sono intestati ad ogni contribuente. Da qui sarà semplicissimo riscontrare, attraverso il flusso dei versamenti registrati sul sistema, se il bollo auto è stato pagato nei termini di scadenza oppure no; e in tal caso scatterà, inevitabile, l’avviso di accertamento.

Prima di diventare legge, però, l’emendamento dovrà passare il vaglio del Governo, della Ragioneria Generale dello Stato e del Parlamento. Quest’ultimo attraverso le commissioni di Camera e Senato dovrà votarlo ed approvarlo in Aula per fare in modo che diventi una modifica legislativa vigente.

Il Decreto fiscale su cui l’emendamento interviene è infatti un decreto legge, che è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 26 ottobre senza questa norma in arrivo soltanto ora ad integrarlo; dunque necessita di conversione in legge entro Natale per poter entrare in vigore il 1° Gennaio 2020 o nella diversa e successiva data stabilita. È molto probabile che – sempre che l’emendamento venga approvato – l’efficacia delle nuove norme sarà differita almeno di alcuni mesi: infatti integrare le banche dati non sarà semplice e immediato, ma richiederà provvedimenti attuativi, di contenuto sia tecnico sia ordinamentale, che sono ancora tutti da redigere ed emanare.

laleggepertutti

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Written by forestalinews

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