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Pensione 2020, chi può lasciare il lavoro e come (prima della prossima riforma)


„Tra un anno quota 100 sarà sostituita da quota 102? Si profilano i primi scontri sulla (necessaria) riforma dell’età per andare in pensione e dalla Cgil risuona l’allarme: “Così la pensione anticipata è impossibile”“


n pensione con 64 anni di età e 38 anni di contributi: l’ipotesi di quota 102 agita in queste ore il dibattito sulla riforma delle pensioni. Dal Ministero del Lavoro chiariscono che solo dopo il confronto con le parti sociali si potranno elaborare ipotesi per il superamento della legge Fornero sostenibili per la finanza pubblica.

Un superamento di quota 100 è tuttavia necessario per un duplice motivo: i costi di un rinnovo di quota 100 sono insostenibili per le casse dello stato, ma così come stanno le cose con la fine della sperimentazione – al termine del 2021 – dal 2022 i requisiti di età aumenteranno in maniera repentina.

Per questo i tecnici del governo starebbero lavorando ad una nuova proposta, la quota 102 appunto, meno onerosa per le casse dello Stato con i suoi 2,5 miliardi di euro l’anno di previste spese previdenziali.

Tuttavia dalle parti sociali c’è una netta chiusura rispetto all’ipotesi di aumento dell’età pensionabile, così come di accompagnare la riforma con il ricalcolo contributivo di tutta la carriera lavorativa.

Pensioni, Cgil: “A rischio la possibilità di pensione anticipata”
“La Cisl è assolutamente contraria sia nel merito sia nel metodo” spiega il segretario confederale Ignazio Ganga, mentre dalla Cgil è Roberto Ghiselli a porre il tema dell’accesso alla pensione anticipata, un’opportunità che de facto risulterebbe preclusa a quella parte della platea più debole sul mercato del lavoro. “Qualunque ipotesi di uscita anticipata, che per noi deve essere possibile dai 62 anni – sottolinea il dirigente sindacale – deve vedere un requisito contributivo che non superi i 20 anni e deve valorizzare previdenzialmente i periodi di lavoro discontinuo, povero, gravoso o di cura”.

Per Ghiselli inoltre si dovrebbe puntare ad introdurre la possibilità di pensionamento con “41 anni di contributi a prescindere dall’età”.

Pensioni, a che età si può lasciare il lavoro
Mentre si discute animosamente su come riformare il sistema pensionistico, nel 2020 molti i lavoratori potranno ritirarsi dal lavoro anche senza i requisiti della riforma Fornero che, – ricordiamo – richiede per la pensione di vecchiaia il compimento di 67 anni di età.

Con quota 100 potranno lasciare il lavoro i nati nel 1958, ovvero colore che quest’anno compiranno 62 anni di età e matureranno 38 anni di contributi.

Chi svolge lavori usuranti potrà invece andare in pensione a 61 anni e 10 mesi per gli uomini, a 58 anni per le donne dipendenti, a 59 anni le autonome.

In pensione anche i nati nel 1957 che quest’anno compiranno 63 anni, ma a condizione dei requisiti dell’Ape Social, ovvero disoccupati o in assistenza di familiari disabili.

Per le lavoratrici c’è la possibilità di chiedere il pensionamento anticipato con l’opzione donna che consente di lasciare il lavoro con 35 anni di contributi (maturati entro il 2019) e almeno 58 anni di età per le dipendenti e 59 anni per le lavoratrici autonome.

In uno specchietto del Sole 24 ore un facile promemoria.

Età e contributi minimi per accedere alle principali tipologie di pensionamento nel 2020.

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Written by forestalinews

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