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Pensioni: 63 anni anziché 67 e 30 anni di contributi per chi

Le pensioni non rappresentano solo il simbolo di una vita di lavoro, ma sono la fonte di reddito degli anziani. Ecco perché molti lavoratori sono legittimamente preoccupati per quello che sarà il futuro pensionistico. I tempi sono incerti e altrettanto potrebbe divenire il sistema pensionistico italiano. Rientra a pino titolo tra le sfide del Governo, garantire la sostenibilità finanziaria del nostro Bel Paese e con essa, assicurare un adeguato reddito da pensione a tutti i cittadini.

Molti lettori ci chiedono come uscire dal lavoro oggi, prima dell’avvio della nuova Riforma pensioni. In troppi, temono che si inneschino pesanti ripercussioni sul bilancio pubblico, dopo le misure adottare per fronteggiare l’emergenza sanitaria da Covid-19. Nel disegno della previdenza obbligatoria italiana manca la dimensione reale del lavoro e, nello stesso tempo, la copertura previdenziale si trova in affanno.

Se l’argomento ti interessa, prosegui nella lettura vedremo insieme: chi può anticipare l’uscita di 4 anni? Quali sono i requisiti e come presentare la domanda per l’uscita anticipata entro il 30 novembre 2020? Come non perdere un diritto? Quando l’INPS avvia la procedura di recupero delle somme percepite indebitamente e molto altro ancora.

Pensioni: come anticipare l’uscita di 4 anni

Si avvicina per le pensioni anticipate la scadenza della misura Ape sociale. I lavoratori possono fruire di un anticipo di 4 anni grazie alle tutele contenute nell’indennità. Il sussidio consente di anticipare l’uscita a 63 anziché 67 anni previsti dall’attuale normativa. I lavoratori possono fruire dell’uscita anticipata flessibile con l’Ape sociale sfruttando la terza finestra mobile in cadenza il 30 novembre 2020.

La presenza dei requisiti è l’elemento cardine che consente l’accesso alla pensione anticipata. Due sono le domande da presentare all’INPS per uscire dal lavoro sfruttando i benefici dell’indennità anticipando l’uscita di 4 anni. Attraverso la prima istanza l’Istituto verifica la presenza dei requisiti maturati per la pensione anticipata. La seconda rappresenta la vera domanda di pensionamento anticipato con Ape sociale, parte dopo l’esito di accoglimento della prima istanza. Con la quale l’INPS legittima il conferimento dei requisiti anagrafici e della presenza degli anni di anzianità contributiva maturati fino al 31 dicembre 2020.

Pensioni: chi può richiedere l’APE sociale

L’anticipo pensionistico Ape sociale incamera pregi e difetti. Partiamo dal semplice presupposto che parliamo di progetto sviluppato dal legislatore in forma sperimentale. La misura permette al lavoratore di anticipare la pensione con un requisito minimo anagrafico fissato a 63 anni di età. Sappiamo che possono accedere all’indennità Ape sociale, solo una cerchia esclusiva di lavoratori che appartengono al comparto pubblico o privato, autonomi, parasubordinati regolarmente registrati presso la Gestione Separata INPS, in presenza di uno dei vincoli previsti dalla normativa, tra cui:

  • lavoratori che si trovano nella condizione di disoccupati a seguito di licenziamento (giusta causa, collettivo e così via), che nel frattempo hanno consumato la prestazione di disoccupazione a sostegno del reddito (come ad esempio Naspi), oppure, che hanno esaurito la mobilità da un minimo di 3 mesi con un’anzianità contributiva di almeno 30 anni;
  • lavoratori Caregivers che si occupano dell’assistenza, dalla domanda di accesso alla pensione anticipata e da un minimo di sei mesi, del congiunto o parente affine convivente in una grave situazione d’invalidità così come disposto nella legge 104, in possesso di un’anzianità contributiva di almeno 30 anni. Nel caso in cui i genitori, oppure, il coniuge della persona affetta da una grave forma d’invalidità abbiano raggiunto la soglia dei 70 anni di età anagrafica. Se anch’essi risultano ammalati da malattie invalidanti, oppure in presenza di decesso;
  • invalidi civili, in presenta di un’incapacità lavorativa con il riconoscimento della percentuale dal 74% in possesso di un’anzianità contributiva di almeno 30 anni;
  • lavoratori che esercitano da un minimo di anni 7 comparati negli ultimi 10, o nei casi in cui il minimo di anni sia 6 accostati negli ultimi 7 anni lavorativi, nei quali il dipendente eserciti un’attività riconosciuta gravosa. In possesso di almeno 36 anni di anzianità contributiva. Ad esempio: edilizia, siderurgici, agricoli, marittimi, autisti, personale sanitario, scuola, servizi di pulizia e così via.

Pensioni: quali sono i criteri per l’accesso all’Ape sociale?

Come abbiamo accennato innanzi, i lavoratori per poter accedere all’indennità Ape sociale devono rientrare nelle condizioni previste dal legislatore, oltre a possedere altre caratteristiche, tra cui:

  • lavoratori che hanno cessato l’attività lavorativa;
  • non intestatari di altra tipologia di pensione diretta né sul territorio italiano né all’estero;
  • un’anzianità contributiva maturata pari a 30 anni o 36 per le mansioni gravose;
  • non rientrano ai fini della contribuzione i contributi maturati presso le Casse professionali.

Le lavoratrici in presenza di figli, possono richiedere un aggiuntivo calo degli anni contributivi pari a 12 mesi per ogni figlio, fino al raggiungimento della soglia massima fissata in anni due. Ad esempio, una lavoratrice con due figli può accedere alla pensione anticipata con 28 anni di contributi o 34 per le mansioni gravose.

I termini di esercizio del diritto al sussidio decadono con l’ottenimento dei requisiti di accesso di un trattamento pensionistico, come può essere ad esempio Quota 100.

Pensioni: quanto spetta con l’Ape sociale?

Il lavoratore con l’anticipo pensionistico Ape sociale ottiene un assegno che lo accompagnerà fino al raggiungimento della pensione di vecchia. L’INPS eroga un sussidio per un totale di 12 mensilità del valore di 1.500 euro lordi mensili.

Esistono delle condizioni che consentono la compatibilità con l’indennità Ape sociale, come nei casi di attività lavorativa dipendente, oppure parasubordinata. In ogni caso, il reddito prodotto annuo non deve superare la soglia di 8mila euro lordi annui, mentre per il lavoro autonomo il limite fissato è 4.800 euro lordi annui. Nel caso in cui il reddito del lavoratore superi il limite annuo indicato, il beneficiario decade dal diritto, l’INPS avvia la procedura di recupero delle quote percepite indebitamente.

Pensioni: quando e come presentare la domanda per Ape sociale?

I lavoratori che intendono fruire dell’indennità Ape sociale devono presentare la domanda preliminare all’INPS per la richiesta della verifica dei requisiti entro il 30 novembre 2020. L’istanza può essere inoltrata nelle seguenti modalità, quali:

  • dal sito dell’INPS se in possesso delle credenziali di accesso;
  • contact center al 803 164 (numero gratuito per chi chiama da rete fissa) oppure allo 06 164 164 (numero per chi chiama da rete mobile);
  • Enti di patronato e intermediari dell’Istituto.

Entro il 31 dicembre 2020, l’INPS comunica ai lavoratori che hanno presentato la domanda nei termini l’esito dell’istanza (accoglimento o rigetto).In evidenzaCondividi

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Written by forestalinews

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