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Perché paghiamo più tasse in Italia?

Il nostro Paese in cima alla classifica con maggiore pressione fiscale. Per colpa di chi? La risposta (poco consolante) nel Rapporto Conflavoro.

I primi della classe, certo. Ma di una classe in cui nessuno vorrebbe primeggiare. L’Italia è in testa alla classifica dei Paesi europei più tassati e più puniti per i mancati adempimenti fiscali. Il tutto aggravato da una burocrazia insopportabile. I dati allarmanti emergono dal «Rapporto tra regimi di tassazione e punibilità del reato di evasione: un primato italiano», redatto dall’Osservatorio nazionale per le piccole e medie imprese di Conflavoro Pmi.

Qualche esempio. Solo in altri 5 dei 23 Paesi presi in esame, oltre l’Italia (Irlanda, Lituania, Portogallo, Slovacchia e Bulgaria) sono previste sanzioni per il reato di elusione fiscale. L’Italia – si legge nel Rapporto – spicca anche come Paese tra i più tartassati per i reati fiscali insieme a Slovacchia, Portogallo e Regno Unito. E per quanto riguarda l’ammontare del carico fiscale e contributivo, solo la Francia ci precede sul podio.

Ma se c’è una cosa che ci contraddistingue – in senso negativo, ovviamente – è la pesantissima burocrazia, che ha evidentemente le sue colpe nella relazione tra regime fiscale, punibilità e conseguente mancato sviluppo imprenditoriale. L’Italia infatti è ultimissima in Europa – prosegue il dossier – anche nella speciale classifica sulla facilità di pagare le tasse e di reperire informazioni utili per la valutazione degli oneri di conformità fiscale. E a livello mondiale la situazione è addirittura nerissima: per quanto concerne le tempistiche e gli adeguamenti circa gli adempimenti fiscali e contributivi, l’Italia è al 128° posto. Fanno meglio Guayana, Albania, Giamaica, St. Kitts e Nevis, Paraguay e Mozambico.

Insomma, non solo si paga di più ma si paga peggio rispetto al resto del mondo. «Gli oneri fiscali per imprese e lavoratori – sottolinea Roberto Capobianco, presidente di Conflavoro Pmi- è ancora ai massimi livelli. Anzi, la situazione per le Pmi è destinata a peggiorare. Il Governo con la nuova legge di Bilancio alimenta un circolo vizioso e tossico con tasse sempre più alte, le quali portano a maggiore evasione e di conseguenza a una pressione fiscale sempre più gravosa. E via così, senza fine. Agevolazioni per cambiare rotta? Non pervenuti. Incentivi per la crescita? Nessuno davvero concreto».

Va da sé, aggiunge Capobianco, che «con questa politica – attacca Capobianco- le nostre imprese non sono libere di lavorare, non hanno stabilità, sono in equilibrio precario. Serve una riforma fiscale che vada incontro agli standard europei. La stessa Unione ci chiede azioni positive che incidano sui fattori produttivi. Ma il nostro Governo, per la prima volta – attacca il presidente di Conflavoro –, fa esattamente l’opposto aumentando il carico fiscale sulle piccole imprese”.

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Written by forestalinews

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