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Quali Regioni cambiano colore

Cosa succede a partire da venerdì 22 gennaio ai colori delle Regioni? Quali zone cambieranno colore dopo le nuove indicazioni della Cabina di regia e del ministero della Salute?

Si attendono ancora le comunicazioni ufficiali del ministro della Salute Roberto Speranza, ma l’ultimo report Iss fissa il nuovo indice Rt a 0,97.

I colori delle Regioni al 22 gennaio

In base alle ultime ordinanze di Speranza dell’8 e del 16 gennaio 2021, l’Italia è stata nuovamente suddivisa in zone a colori a seconda della gravità dell’emergenza epidemiologica in corso a livello territoriale. In questo momento la suddivisione è questa:

  • zona gialla (qui tutte le regole in vigore): Basilicata, Campania, Molise, Provincia autonoma di Trento, Sardegna, Toscana;
  • zona arancione (qui tutte le regole in vigore): Abruzzo, Calabria, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Liguria, Marche, Piemonte, Puglia, Umbria, Valle d’Aosta, Veneto;
  • zona rossa (qui tutte le regole in vigore): Lombardia, Provincia Autonoma di Bolzano, Sicilia.

Anche l’Europa si divide in colori

Intanto, anche l’Europa ha deciso una divisione tra zone. Il Centro per il controllo e la prevenzione delle malattie (Ecdc) ha indicato che con le varianti è atteso “un aumento delle infezioni che può portare a un numero crescente di ricoveri e morti in tutti i gruppi di età, in particolare tra i più anziani”. C’è anche il timore che alcune mutazioni possano danneggiare il vaccino.

Anche per questa ragione i leader hanno definito fondamentale accelerare l’immunizzazione (“useremo tutti i mezzi a disposizione per evitare ritardi”) e aumentare la capacità di sequenziamento genomico dei test per monitorare i ceppi.

Ecco dunque che Bruxelles introduce nuove misure restrittive per limitare i viaggi non essenziali all’interno dell’Unione, introduzione di test obbligatori alla partenza e quarantena all’arrivo per chi viaggerà da aree ad alto rischio che verranno identificate con una nuova colorazione, il rosso scuro.

La nuova strategia adottata dai capi di Stato e di governo al termine del nono video summit dedicato al Covid, convocata dal presidente del Consiglio europeo Charles Michel per contrastare la diffusione delle nuove varianti del virus che, ha spiegato Ursula von der Leyen, “ci preoccupano molto”: una situazione che viene definita “seria”.

Come potrebbero cambiare le zone rosse, arancioni e gialle

Come al solito per sapere con certezza quali Regioni cambiano colore bisogna attendere le comunicazioni ufficiali. Tuttavia, sulla base degli indici Rt regionali annunciati, è molto probabile che sia come riportato di seguito.

Unica zona bianca, la prima, secondo i dati, potrebbe essere la Provincia autonoma di Trento.

Possibile zona gialla per:

  • Basilicata
  • Campania
  • Molise
  • Sardegna
  • Toscana.

Possibile zona arancione per:

  • Abruzzo
  • Calabria (già arancione settimana scorsa)
  • Emilia-Romagna (già arancione settimana scorsa)
  • Friuli Venezia Giulia
  • Lazio
  • Liguria (anche se secondo il presidente della Regione Toti avrebbe dati che la posizionerebbero in zona gialla)
  • Lombardia
  • Marche
  • Piemonte
  • Provincia autonoma di Bolzano
  • Puglia
  • Umbria
  • Valle D’Aosta
  • Veneto (già arancione settimana scorsa).

Possibile zona rossa per:

  • Trentino Alto Adige
  • Sicilia.

Lombardia

Il Tar del Lazio si pronuncerà lunedì 25 gennaio sul ricorso della giunta del governatore Attilio Fontana in merito all’assegnazione alla Lombardia della zona rossa stabilita dall’ordinanza del ministro della Salute Roberto Speranza.

Attraverso un decreto istruttorio la neo assessora alla Sanità della Regione Lombardia Letizia Moratti ha richiesto l’acquisizione di alcuni dati epidemiologici, in particolare il “Report fase 2” contenente i dati sull’emergenza da Covid-19 relativi al periodo 11-17 gennaio.

Nel ricorso, la Regione ha chiesto non solo l’annullamento dell’ultimo provvedimento del dicastero della Sanità, ma anche del Dpcm del 14 gennaio nella parte in cui stabilisce i criteri per la classificazione e il decreto ministeriale del 30 aprile 2020 sui parametri a cui si rifà l’attività di monitoraggio.

Ciò che sappiamo al momento è che la Lombardia potrebbe tornare arancione. Dopo la dura polemica tra la Regione e Governo sul calcolo dell’Rt, l’Istituto Superiore di Sanità ha rielaborato i dati che sono stati validati dal Comitato tecnico scientifico. E per questo il ministro della Salute Roberto Speranza potrebbe firmare già stasera l’ordinanza che corregge i parametri e porta da fascia rossa ad arancione.

Sicilia

Continua a preoccupare la situazione in Sicilia, dove resta alto il numero dei contagi e dei morti. “Siamo preoccupati. Per due giorni abbiamo superato la Lombardia. Eravamo su posizioni di metà classifica. Quindi ho il diritto e il dovere di allarmarmi e se i numeri non caleranno saremo costretti ad adottare misure ancora più restrittive” ha detto senza mezzi termini il governatore Nello Musumeci.

Se il contagio non dovesse abbassarsi alla fine del mese Musumeci si dice pronto ad adottare ulteriori misure restrittive d’intesa con il Governo nazionale e non esclude che si possa arrivare ad un lockdown addirittura come quello della scorsa primavera.

Piemonte

Un’ordinanza del ministro della Salute Speranza dispone per il Piemonte la zona arancione dal 17 al 31 gennaio 2021. “E’ una conseguenza delle nuove misure più restrittive adottate a livello nazionale per l’incremento della circolazione del virus che si sta registrando in tutta Italia ed Europa” ha spiegato il presidente Alberto Cirio.

Va comunque precisato che la pressione ospedaliera piemontese, pur restando significativa, continua progressivamente ad alleggerirsi grazie agli sforzi virtuosi che il Piemonte ha saputo fare nelle scorse settimane.

“So che questo è un nuovo sacrificio per tutti – prosegue Cirio – ed è la ragione per cui ho chiesto al Governo che i ristori previsti per le categorie chiuse siano certi e immediati”. Si tratta in particolare del mondo dello sci, dei ristoranti e dei bar. “Su questi ultimi mi auguro che da Roma rivedano la scelta di bloccare l’asporto dalle 18, perché come ho segnalato in Conferenza delle Regioni è una decisione solo punitiva che risulta poco comprensibile”.

Emilia Romagna

Probabile che l’Emilia Romagna resti in zona arancione. Presumibilmente, la situazione per Bologna e le altre città resterà invariata fino all’inizio di febbraio, visto che servono due settimane con Rt inferiore a 1 per essere promossi in una fascia di colore migliore, cioè con meno restrizioni.

Veneto

Dopo le ultime settimane che hanno visto nel Veneto il caso più problematico d’Italia, con un indice Rt e un’incidenza molto più elevati della media, il governatore Luca Zaia sta facendo di tutto per far raggiungere alla sua Regione la zona gialla. Impresa che non sembra più così impossibile, ma ad oggi ancora lontana, quindi bisognerà aspettare molto probabilmente settimana prossima.

La settimana scorsa era stata inserita in zona arancione pur con un indice Rt inferiore a 1 per stessa richiesta di Zaia. La settimana scorsa il valore era a 0,96, ora a 0,82 pare. “Per noi la zona arancione è stata prudenziale, ma i nostri parametri sono sempre stati da giallo”, ha detto.

Toscana

Sembra andare meglio invece per la Toscana, che potrebbe restare in zona gialla, vista la situazione piuttosto sotto controllo dell’epidemia Covid

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Written by forestalinews

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