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Quanti giorni di malattia Inps ha il dipendente?

Il lavoratore può essere assente dal lavoro a causa del suo stato di salute per un tempo limitato altrimenti rischia di perdere il posto di lavoro.

Ti è stata diagnosticata una malattia che richiede cure complesse e che ti imporrà di assentarti dall’azienda per molto tempo. Preoccupato per il tuo posto di lavoro, ti chiedi: «Quanti giorni di malattia posso avere?».

La legge tutela il lavoratore che, a causa della malattia, non può recarsi regolarmente al lavoro. Le tutele del dipendente assente per lo stato morboso, però, non durano all’infinito. Per questo chi deve assentarsi per molto tempo si chiede a quanti giorni di malattia ha diritto il dipendente.

Non esiste una risposta univoca a questa domanda. Sono, infatti, i singoli contratti collettivi di lavoro a prevedere qual è la durata massima del periodo di assenza per malattia oltre la quale il dipendente perde il diritto alla conservazione del posto di lavoro. Ma andiamo per ordine.

La malattia è un’alterazione dello stato di salute del lavoratore che non gli consente, per un certo periodo di tempo, di svolgere la prestazione lavorativa prevista nella lettera di assunzione. Per poter ottenere le tutele previste dalla legge, la malattia del dipendente deve essere certificata da un medico del Servizio sanitario nazionale.

Per quanto concerne i diritti del lavoratore in malattia, i principali sono:

  • la possibilità di assentarsi dal lavoro per tutte le giornate indicate nel certificato medico (cosiddetta prognosi);
  • il diritto a ricevere una somma di denaro in sostituzione dello stipendio dall’Inps e/o dal datore di lavoro in base a quanto previsto nel Ccnl di settore;
  • il diritto alla conservazione del posto di lavoro per un periodo di tempo massimo.

Assentarsi dal lavoro per malattia non porta con sé solo diritti ma anche doveri che, se non vengono rispettati, possono portare conseguenze negative al lavoratore, sino al licenziamento.

Innanzitutto, il dipendente deve avvertire prontamente il datore di lavoro della sua assenza e, subito dopo, deve recarsi dal medico curante per farsi certificare la malattia. Il codice identificativo dell’attestazione medica deve essere inviato al datore di lavoro.

Il lavoratore in malattia, inoltre, deve rimanere in casa durante le fasce di reperibilità.

Lavoratore settore pubblicoFasce di reperibilità (7 gg su 7 compresi weekend e festivi)
Mattina9:00/13:00
Pomeriggio15:00/18:00
Lavoratore settore privatoFasce di reperibilità (7 gg su 7 compresi weekend e festivi)
Mattina10:00/12:00
Pomeriggio17:00/19:00

Durante l’assenza, infine, il dipendente deve evitare di svolgere attività che possano ritardare la guarigione e, dunque, il rientro al lavoro.

Come abbiamo visto, uno dei principali diritti del lavoratore assente per malattia è la conservazione del posto di lavoro [1]. Durante l’assenza, infatti, il datore di lavoro non può licenziare il dipendente per un lasso di tempo massimo detto periodo di comporto. Da questo punto di vista si può affermare che il lavoratore non ha un numero infinito di giorni di malattia poiché, se supera il comporto, rischia di essere licenziato.

La durata del periodo di conservazione del posto non è fissa poiché è stabilita dai Ccnl e può prevedere:

  • il comporto secco: in questo caso, si contano nel periodo di conservazione del posto solo le assenze riferite ad un singolo episodio morboso;
  • il comporto per sommatoria: in questo caso, si contano nel periodo di conservazione del posto tutte le assenze che si sono verificate in un certo lasso temporale (ad es. un biennio), anche se riferite a diversi episodi morbosi.

Pertanto, il dipendente che deve affrontare una lunga malattia a casa deve consultare con attenzione le previsioni dei Ccnl per calcolare con esattezza la durata del periodo di comporto.

laleggepertutti

Oltre che al periodo di comporto, il lavoratore deve prestare attenzione anche alla durata della malattia Inps. La prestazione economica erogata dall’ente previdenziale ai lavoratori assenti per lo stato di salute, infatti, non dura all’infinito ma viene pagata per un periodo massimo di 180 giorni nell’anno solare. Astrattamente, può dunque accadere che il dipendente assente è ancora coperto dal periodo di comporto ma perde il diritto a ricevere l’indennità economica a carico dell’Inps.

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Written by forestalinews

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