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Reddito di Cittadinanza. A marzo stop definitivo

Per molti percettori di Reddito di Cittadinanza, il mese di febbraio potrebbe essere l’ultima mensilità che andranno a ricevere da parte dell’INPS.

La scadenza dei 18 mesi comporta necessariamente, secondo quanto disposto dal Decreto Legge 4/2019, la richiesta di rinnovo del beneficio per lo stesso numero di mensilità, dopo un mese di sospensione, e sempre a condizione che i requisiti reddituali rimangano entro i parametri richiesti.

Seguiamo però un ordine nel nostro ragionamento, e immaginiamo che la prima mensilità del RdC sia stata percepita nel settembre 2019: la ricarica di febbraio è dunque la numero diciotto.

Il Reddito di Cittadinanza INPS termina dopo 18 mensilità

Il Decreto che dispone il RdC indica in 18 il numero massimo di mensilità che il nucleo familiare può ricevere sulla propria Carta RdC PostePay. Al temine di questo periodo il beneficio termina e su base volontaria, il beneficiario qualora intenda continuare a percepire il RdC deve inoltrare una nuova domanda per altri 18 mesi.

Fra l’ultimo mese di beneficio e il primo del nuovo ciclo, lo stesso Decreto prevede un mese di sospensione di erogazione.

Quindi, per tutti i percettori di RdC che a seguito di domanda hanno iniziato a ricevere il beneficio nel settembre 2019, il mese di febbraio 2021 rappresenta l’ultima mensilità che percepiranno dall’Istituto previdenziale.

La ripresa delle ricariche mensili avverrà esclusivamente a seguito di una nuova domanda, che andrà inoltrata online all’INPS nelle consuete modalità entro il 31 marzo 2021.

Inoltre, come da Decreto, qualora i requisiti reddituali del nucleo familiare rientrino ancora nelle soglie previste dal RdC, e la domanda venga inoltra in tempo utile, la prima mensilità riprenderà dopo avere rispettato un mese di sospensione. Nel nostro caso, marzo sarà il mese di stop, e la prima delle nuove 18 ricariche avverrà il 15 aprile.

Ricordiamo a questo proposito che la prima ricarica sulla Carta RdC avviene sempre il giorno (lavorativo) 15 del mese. Tutte le successive disposizioni di pagamento inviate dall’INPS a Poste Italiane, di norma prevedono le erogazioni il giorno 27 del mese.

Cosa cambia per il nucleo familiare dopo il rinnovo del RdC INPS

Successivamente al rinnovo di ulteriori 18 mensilità di RdC, variano alcuni elementi che caratterizzano gli impegni che i beneficiari hanno preso con lo Stato. Stiamo parlando del Patto per il lavoro e nel Patto per l’inclusione sociale.

Al rinnovo, rimangono inalterati gli obblighi di registrazione sull’apposita piattaforma digitale, di ricerca attiva del lavoro, come quelli di partecipazione ai corsi di formazione e di riqualificazione professionale. I percettori continueranno a essere tenuti a sostenere, esattamente come nei mesi precedenti, colloqui psicoattitudinali ed eventuali prove di selezione volte alla assunzione lavorativa.

Vengono invece a cambiare alcune regole relative all’accettazione delle tre offerte di lavoro congrue, ovvero di quelle offerte che i navigator e i servizi competenti andranno periodicamente a proporre ai percettori di RdC e che i beneficiari dovranno accettare, pena la decadenza dal beneficio.

Nei primi 12 mesi è considerata congrua la prima offerta entro 100 Km di distanza dalla residenza del beneficiario, e congrua la seconda offerta se la distanza è inferiore ai 250 Km. La terza offerta congrua che il beneficiario dovrà accettare potrà trovarsi sull’intero territorio italiano.

Trascorsi i primi 12 mesi e fino al termine del RdC, le prime due offerte sono considerate congrue se collocate entro 250 Km. La terza, invece, sempre sull’intero territorio nazionale.

Al rinnovo del RdC, queste regole variano abbastanza pesantemente, e prevedono la congruità dell’offerta ovunque sia collocata nel territorio italiano, anche nel caso si tratti di prima offerta.

Nel caso in cui all’interno del nucleo familiare siano presenti componenti con disabilità, con il rinnovo del beneficio non vengono applicate le disposizioni appena viste, ma si conservano quelle relative ai primi 12 mesi, con l’unica variante che si considera congrua la terza offerta, indipendentemente dal periodo di fruizione del beneficio, se non eccede i 250 Km di distanza dal luogo di residenza.

La presenza di figli minori, anche se di genitori separati legalmente, non comporta l’applicazione delle disposizioni previste a seguito di rinnovo.

Infine un’ultima variazione a cui i beneficiari del RdC rinnovato dovranno attenersi, riguarda l’accettazione dell’offerta di lavoro. Se nei primi 18 mesi il beneficiario di RdC poteva scegliere almeno una delle tre offerte congrue, a seguito di rinnovo di RdC questa scelta viene a mancare, e la prima offerta di lavoro congrua dovrà essere accettata, a pena di decadenza dal beneficio.

Dove rinnovare il Reddito di Cittadinanza INPS

Le modalità di rinnovo del Reddito di Cittadinanza rimangono le stesse che hanno fatto partire i primi 18 mesi di beneficio.

La domanda va inoltrata all’INPS esclusivamente online utilizzando i soliti canali: in maniera autonoma accedendo alla sezione dedicata, oppure avvalendosi della consulenza di intermediari abilitati come CAF o patronati.

Ricordiamo ancora che per i percettori con RdC in scadenza nel mese di febbraio, e che riceveranno l’ultima ricarica utile il 26 febbraio o il 1° marzo (il giorno 27 cade di sabato!), il rinnovo dovrà essere richiesto entro il 31 marzo 2021. Questao al fine di consentire all’INPS l’elaborazione delle domande e predisporre la prima ricarica della Carta RdC entro il 15 aprile 2021.

Manca tuttavia un tassello fondamentale a questa procedura, che se trascurato condurrà sicuramente all’esito di una domanda di rinnovo respinta. Stiamo parlando della necessità della certificazione Isee aggiornato.

Il secondo motivo di sospensione del RdC: l’Isee non aggiornato

Un secondo motivo di interruzione dell’erogazione del Reddito di Cittadinanza INPS da parte dell’Istituto di previdenza, risiede nella mancata presentazione entro il 31 gennaio 2021 della DSU 2021 aggiornata.

In assenza di tale certificazione, l’INPS non è in grado di rapportare la valutazione della situazione reddituale del nucleo familiare degli ultimi due anni con i requisiti di accesso al RdC. Si potrebbe verificare, infatti, l’eventualità che un beneficiario, nel 2021 abbia perso i requisiti reddituali grazie a un reddito superiore, e pertanto non abbia più diritto al RdC.

La mancata presentazione della certificazione Isee entro il 31 gennaio 2021 comporterà pertanto il congelamento della mensilità di febbraio 2021. L’INPS, in altri termini, non procederà a disporre la ricarica della Carta RdC fino al momento in cui il nuovo Isee 2021 verrà presentato tramite i soliti canali online.

La mensilità di febbraio è dunque vincolata a questa necessità, e comunque verrà erogata (e recuperata dal beneficiario) nel mese di marzo esclusivamente a seguito della presentazione dell’Isee aggiornato, a condizione siano rispettati i requisiti di accesso.

Una presentazione tardiva dell’Isee 2021 comporterà un’erogazione della mensilità RdC che molto probabilmente si collocherà fra il 13 e il 17 marzo.

In ogni caso, a oggi, è di fondamentale importanza presentare all’Istituto previdenziale il nuovo Isee nel più breve tempo possibile al fine di ripristinare la regolare erogazione INPS delle mensilità, sempre qualora il nucleo familiare conservi i requisiti reddituali di accesso al beneficio del Reddito di Cittadinanza.

RICCARDO VALLE

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Written by forestalinews

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