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Sicilia. I Forestali devono restituire gli aumenti contrattuali percepiti dal 2009-2013. Bandiera: “Rate non superiori a 50 euro”

Quegli aumenti contrattuali furono concessi il 14 maggio del 2009 a 3 settimane delle elezioni europee, esono costate alla Regione circa 30 milioni. Soldi che ora gli Assessori all’Agricoltura e al Territorio devono recuperare in tutta fretta perché una sentenza della cassazione ha ritenuto che quegli scatti siano illegittimi.
Un boomerang e per gli circa 20.000 forestali. L’accordo che il governo Lombardo e siglò, suscitò le polemiche delle opposizioni. Ognuno degli operai, sia quelli stagionali che quelli assunto a tempo indeterminato è stato chiamato in questi giorni a restituire somme ingenti.

Gli aumenti variavano da 500 a 2000 € all’anno a seconda della fascia di appartenenza e sono stati concessi per quasi 4 anni. Nei giorni scorsi la Regione hanno notificato l’avvio delle procedure di recupero degli extra non dovuti, scatteranno fin dal prossimo mese trattenute di importo variabile nelle buste paga. Anche se saranno rate light, Musumeci ha previsto di recuperare i 30 milioni in parecchi anni.
È una vicenda che si trascina fra scontri politici e ricorsi giudiziari da oltre dieci anni. Quell’aumento fu concesso dal governo di Lombardo con una procedura piuttosto articolata. Le elezioni europee erano state fissate per il 6 giugno e, il 14 marzo a Palazzo d’Orléans fu siglato un accordo sindacale che recepiva alcune novità del contratto nazionale. Ciò sui traduce in aumenti per i cosiddetti 51nisti, per i 101nisti e per i 151unisti, sono queste le fasce in cui vengono divisi forestali stagionali a secondo del numero di giornate di impiego.

Un bonus scattò Però anche per gli operai assunti a tempo indeterminato. A quell’accordo – spiegano oggi sindacati – non segui mai una ratifica della giunta. Anche se in seguito l’ARS voto un provvedimento che sembrava legittimare l’erogazione degli extra. Da quel momento la regione inizia ad erogare i superminimi. Nel frattempo però – secondo la ricostruzione del dei sindacati – alcuni lavoratori hanno fatto un ricorso perché esclusi dagli aumenti. Questo ricorso – in estrema sintesi – è stato respinto e ne è scaturita una sentenza che sancisce l’illegittimità di quegli aumenti.

A questo punto la regione si è mossa per recuperare i 30 milioni spesi per gli aumenti erogati fino al 2012 in vigore un nuovo contratto e lo ha fatto in tutta fretta visto che stavano anche scadenti termini di prescrizione. «C’era il rischio – ha spiegato l’assessore all’Agricoltura Bandiera – che a pagare poi fossero i dirigenti che non si erano attivati in tempo. Non c’era altra soluzione. E comunque abbiamo fatto in modo che il recupero non sia traumatico, dovrebbe consistere in rate non superiore 50 di euro al mese. Cercheremo di gravare il meno possibile sui lavoratori.» E tuttavia i sindacati sono pronti alla battaglia: «Il recupero degli arretrati va fermato – e la richiesta di Fai Cisl, Flai CGIL e Iila Uil – Abbiamo inoltrato alla Regione formale diffida legale a proseguire nel prelievo delle somme. Questo recupero non ha fondamento giuridico». I segretari di categoria Pierluigi Manca, Tonino Russo e Nino Marino sono stati convocati dal governo il 17 luglio.I margini di trattative sono davvero strettissimi perché – spiega ancora bandiera: «O paghiamo noi o si recuperano le somme» Frasi che lasciano tenere un intervento anche della Corte dei Conti.

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Written by forestalinews

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