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Situazione di fatto nel comparto Forestale. ForestaliNews invia una lettera al neo Assessore Toni Scilla

In merito alla situazione ” di attesa” sulla vertenza dei forestali siciliani, è giusto far conoscere al neo assessore Toni Scilla, le vicissitudini e la parola dei lavorati in merito a tanti anni di lavoro nel comparto forestale. Seppur l’Assessore al ramo conosce nei limiti descritti da altri e/o magari al di fuori di un contesto parziale o non veritiero o riportato da altre fonti, ForestaliNews ha voluto inviare una lettera tramite (email e pec), all’Assessore Scilla ripercorrendo e ricordando la volontà della forza lavoro, che attende tanto, da questa sospirata vicenda.

Ci si Augura una risposta in merito

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18/04/2021

Alla Cortese Attenzione dell’Assessore Toni Scilla

Egregio Assessore,

Sono un operaio forestale a 101giornate annue e volevo esprimere alcune mie considerazioni e di tutta la classe operaia forestale siciliana per, le situazioni che si stanno tracciando e mettendo in campo, in merito ai punti della riforma del settore e in generale sull’aspetto che gira attorno al mondo forestale. Oggi tutto ciò torna indietro come un boomerang cui pero, noi non abbiamo lanciato.

Dico cosi perche come credo lei ben conosce, seppur provenga da altri settori, abbia constatato che “la patata bollente” del settore forestale sia abbastanza scottante da gestire o, semplice nel contesto stesso. Da sempre l’opinione pubblica ci ha martoriato in tutte le salse e pietanze possibili e su questo noi ne abbiamo sempre pagato le conseguenze con una precarietà che dura da “tanti capelli bianchi” che portiamo in testa sia lei che io ma, abbiamo sempre agito per un bene comune che ognuno di noi, nel bene o nel male, ha sempre risposto delle proprie azioni.

Oggi, dopo più di trent’anni di lavoro forestale, ove ognuno di noi ha mantenuto le proprie famiglie, tale categoria deve mettere in atto che si e arrivati al capolinea e cioè, capire di che pasta e fatto tale settore, cioè sapere se sia carne con pesce, cioè utile o inutile nel contesto stesso. Lei ha posto l’accento cosi con i suoi predecessori, credo per veridicità e giudizio univoco che, si debba prendere una decisione finale su come gestire e/o confluire la classe operaia verso una retta via personale e globale. Certamente l’Unione Europea ha deriso in tanti anni la Regione Siciliana su tale precarietà dei lavoratori, e a dirla tutta non era il caso che uno studio legale mettesse di fronte la “brutta figura” che continua a fare su quest’ottica di gestione trentennale. Lei e estranea a tale colpa cosi come lo siamo noi ma, indirizzarci tutti versi stessi obiettivi sarebbe una vittoria di una terra martoriata da tante cose.

La riforma, che si vocifera e a cui credo si debba dare atto (in attesa di ufficialità) non confluisce nell’obiettivo e nelle aspettative di 17mila operai (triplicato nei numeri se si conteggia una famiglia di tre persone) cioè circa 50mila persone che sopravvivono di lavoro forestale. I sindacati e gli operai hanno prospettato fasce lavorative diverse e stabilizzazione di un settore che dovrebbe essere una normalità di fatto cosi come tante altre categorie. Veniamo identificati come “I precari d’Europa”, e cio e umiliante anche per la classe politica regionale cui anche le ne e chiamato a dare il suo contributo.

Essere in tanti, non e un bel vedere e gestire, ma le colpe devono essere date sempre ad una politica scellerata e incapace di costruire nel tempo. Oggi lavorare 120 giorni l’anno non e il massimo di aspirazioni per un 101nista , non cambia niente, non la chiamo personalmente riforma del settore. La identifico come ennesima umiliazione o ri-presa in giro che già ha stancato i bambini che devono nascere…

Le difficoltà economiche della regione le conosciamo da sempre perche noi nel nostro piccolo, continuiamo a sostenerle tutt’oggi nelle nostre famiglie, con qualche caso di lavoro doppio o indifferenza alla categoria di qualche mio collega ma, la stragrande maggioranza vive di tale lavoro, che dignitosamente chiede un cambio di marcia, e non di 20 giorni. …

Non debbo ricordarle io l’utilità dell’operaio in ambito territoriale in ottica costruttiva. Abbiamo seguito le sue dichiarazioni sul nostro sistema ma i numeri non corrispondono alle nostre esigenze, cosi come penso non e costruttivo arrivare a scendere in piazza per chiedere ciò che si può costruire subito, visto anche la precarietà attuale ed esporre tanta gente ad una maggiore pandemia.

Mi scuso se, mi sono dilungato in discorsi da lei saputi e risaputi ma lo sfogo era d’obbligo in un momento in cui tutti chiediamo chiarezza ce soprattutto fattibilità immediata.

Spero in un suo riscontro, e le porgo i miei distinti saluti

Antonio David – ForestaliNews

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Written by forestalinews

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