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Tagli indiscriminati alla pineta di Ostia. Inchiesta sul disboscamento

«Rilevate violazioni in merito al taglio degli alberi nella pineta di Procoio». È la sintesi dell’informativa inviata dai carabinieri forestali alla procura di Roma, che ha aperto un fascicolo sul disboscamento in corso nel parco di Ostia. Il polmone verde a ridosso della città è infatti da mesi al centro di esposti da parte dei cittadini, allarmati per l’abbattimento di centinaia di alberature. Si tratta di una fetta di bosco che ricade all’interno della Riserva naturale statale del Litorale romano, zone di massima protezione, sottoposte a numerosi vincoli ambientali.

I lavori iniziati in autunno sono stati autorizzati per «la messa in sicurezza antincendio» dalle istituzioni preposte (Ente riserva, Comune, Città metropolitana); il committente dell’intervento è Camillo Aldobrandini, erede della nobile famiglia lidense e proprietario del bosco. I nulla osta in sintesi ci sarebbero, ma le criticità sono nell’esecuzione dei tagli in un’eco-sistema delicatissimo, habitat protetto per centinaia di specie vegetali e animali.

A preoccupare i residenti, fin dall’arrivo delle ruspe, è stata la mancata vigilanza sul lavoro della Vodice Legnami, ditta operante nel parco molto frequentato. «Lo stiamo urlando da mesi, si tratta di uno scempio ambientale, tagli indiscriminati di pini senza alcun controllo – sottolinea Anna Catalani del comitato Salviamo la riserva di Procoio -. Non sappiamo quali e quante piante sono state abbattute, oppure se qualcuno ha pensato a tutelare gli animali del bosco, ne abbiamo trovati diversi senza vita».

Gli esposti sulla «mattanza» si sono moltiplicati: l’ultimo lo ha presentato il consigliere lidense di Italia viva, Athos De Luca, che chiama in causa l’immobilismo di X Municipio e Comune. E i riscontri eseguiti dai carabinieri della forestale, hanno rilevato in effetti diverse violazioni. I risultati dei controlli avviati nella pineta – già nel fascicolo a disposizione dell’autorità giudiziaria – hanno evidenziato «difformità» tra il progetto presentato dai privati per la messa in sicurezza dell’area verde e la modalità di esecuzione dei lavori. In due parole: il taglio degli alberi è risultato irregolare in molti casi, un disboscamento forse eccessivo o male eseguito, che potrebbe costare denunce per i titolari del bosco e per la ditta. I reati ipotizzati, se la procura procederà, sono relativi alle violazioni delle norme paesaggistiche, perpetrate in zone per di più vincolate. Non si può escludere quindi a breve un blocco delle ruspe ancora operative.

Il panorama a Procoio intanto è visivamente molto mutato: dove c’era fitta vegetazione, ora ci sono le strade create dai camion, enormi cataste di tronchi ovunque, operai di nazionalità diverse portano via ogni giorno quintali di legna. Per il Wwf Litorale laziale l’intervento nella pineta è stato «gestito abbastanza bene, sblocca la crescita del bosco e riduce il rischio di incendio»: un parere che risulta discordante rispetto a quelli degli esperti interpellati dal comitato. «Cantiere distruttivo» e tagli «a rischio schianto», è il giudizio dei consulenti in visita a Ostia, tra cui Bartolomeo Schirone, docente di botanica all’università della Tuscia, e il noto biologo Franco Tassi, direttore del Centro parchi internazionali, nonché fondatore e direttore per trent’anni del Parco nazionale d’Abruzzo.

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Written by forestalinews

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