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Tarlo Asiatico in Piemonte . Gli operai Forestali tagliano gli alberi colpiti dal focolaio

Centinaia di alberi da tagliare nella zona del cimitero e a Madonna della Riva a Cuneo. Colpa della presenza del tarlo asiatico del fusto, che in cinque mesi nel capoluogo ha già portato ad abbattere migliaia di piante e ispezionarne ben 77 mila ispezionate in 5 mesi. Una decina di operai forestali hanno aperto il cantiere di lavoro, che dovrebbe proseguire anche domani, con la chiusura al traffico della strada tra il ponte vecchio e Madonna dell’Olmo.

L’insetto originario dell’Asia non ha antagonisti in natura e inizia a scavare gallerie nel fusto degli alberi, così la pianta marcisce e muore in pochi anni. Il legno tagliato perchè a rischio infezione viene sminuzzato, per evitare che il tarlo prosegua la sua espansione.

Quello di Cuneo resta un caso unico in Piemonte: l’altro focolaio, scoperto sempre nel 2018 a Vaie nel Torinese, non ha più avuto sviluppi da due anni. Nell’Oltrestura di Cuneo, invece, negli ultimi mesi sono stati scoperti altri 60 alberi colpiti dal coleottero: aceri, olmi, salici, ippocastani.

Operai forestali hanno iniziato a tagliare gli alberi. Così Cuneo combatte il tarlo asiatico

Nella ricerca del tarlo sono stati impegnati due cani molecolari svizzeri appositamente addestrati (erano in città la scorsa settimana, torneranno a fine mese) e 15 squadre di tecnici in Scienze agrarie, incaricati dell’Ipla per conto del servizio fitosanitario della Regione. I focolai: nella zona del cimitero, dietro l’ospedale Carle, a Confreria intorno alla bocciofila fino a San Defendente di Cervasca, dove sono stati anche tagliati gli aceri all’interno del centro ricerca Merlo, perché nella «zona rossa» da una delle piante colpite.

lastampa

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Written by forestalinews

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