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Trento. Il Corpo Forestale traccia il bilancio di un anno. Solo per Covid-19 impegnati 5 mila equipaggi e 7 mila operatori

TRENTO. E’ stato un periodo particolarmente intenso per il servizio forestale trentino tra gli strascichi della tempesta Vaia e la gestione dei grandi carnivori, ma anche per fronteggiare l’emergenza coronavirus. I forestali tracciano un bilancio degli ultimi 12 mesi nel giorno del patrono San Guadalberto, una cerimonia affidata a don Lodovico Maule. E’ stato anche un momento per ricordare Daniele Asson, il giovane forestale che ha perso la vita in un tragico incidente stradale (Qui articolo).

E’ toccato a Romano Masè quantificare con qualche cifra l’impegno di un anno. Solo per il Covid-19 nell’ambito del coordinamento generale assicurato dal Commissariato del Governo e dalla Questura, in stretto raccordo con le altre forze di polizia, tutti i 10 uffici territoriali e le 39 stazioni forestali sono state coinvolte per un totale complessivo di circa 5.000 equipaggi circa 7.000 operatori, per più di 27.000 ore/uomo e quasi 6.000 persone controllate (249 quelle sanzionate).

Più in generale, nel corso del 2019 sono state messe in campo più di 17.000 giornate/uomo dedicate a questo tipo di attività, complessivamente sono state accertate 1.861 violazioni amministrative e 232 violazioni di natura penale, con 440 sequestri amministrativi e 24 sequestri penali.

Diverse poi le operazioni. “Un esempio – spiega Masè – è quella che ha portato all’arresto di 18 persone con 46 perquisizioni in sette regioni, più di 50 indagati e il sequestro di circa 1.500 nidiacei. Un’attività svolta con la collaborazione delle forze di polizia dello Stato con particolare riferimento all’Arma dei carabinieri”.

Si è lavorato anche sul fronte della difesa idrogeologica, con supporto costante ai proprietari forestali, pubblici e privati, e l’attività in amministrazione diretta (quasi 400 operai tra Servizio foreste e fauna, Agenzia provinciale per le Foreste demaniali e Servizio Bacini montani) per assicurare, in modo capillare e continuativo, la manutenzione del territorio forestale e montano e del sistema alveo – versante.

“La tempesta Vaia – prosegue il dirigente – ha interessato quasi 20.000 ettari di superficie con più di 4 milioni di metri cubi di danni alle foreste. L’azione coordinata del Servizio foreste e fauna e dell’Agenzia del demanio forestale ha permesso di avviare 2,6 milioni di metri cubi all’utilizzazione e 1,6 milioni di metri cubi sono stati utilizzati: 814 cantieri attivati con il coinvolgimento di più di 800 ditte”.

Particolarmente importanti anche gli interventi infrastrutturali, che hanno riguardato quasi 2.000 chilometri di strade forestali e 16 ettari di nuovi piazzali. A queste attività si aggiungono anche i 32 corsi di formazione attivati con il coinvolgimento di 385 operatori professionali.

Nel 2019 l’attività cantieristica del Servizio Bacini montani ha riguardato quasi esclusivamente interventi di sistemazione idraulica progettati in conseguenza dei danni causati dalla tempesta Vaia: 298 i cantieri complessivamente attivati, 267 in amministrazione diretta21 in cottimo e 10 in appalto, per un valore superiore ai 21 milioni di euro e il coinvolgimento di più di 550 imprese.

“Avremo sempre più bisogno della vostra competenza e della vostra sensibilità, così come della vostra esperienza”, commenta il presidente Maurizio Fugatti, mentre l’assessora Giulia Zanotelli aggiunge: “Sul bostrico intensificheremo gli sforzi, ma voglio ringraziarvi anche per la costante attività antibracconaggio che ha importanti ripercussioni anche sull’immagine del Trentino”.

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Written by forestalinews

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