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Un nuovo ritardante per prevenire gli incendi boschivi

Lo studio “Wildfire prevention through prophylactic treatment of high-risk landscapes using viscoelastic retardant fluids” pubblicato recentemente su Proceedings of the National Academy of Sciences (PNAS) da un team di ricercatori della Stanford University, della California Polytechnic State University e del Desert Research Institute, rivela la scoperta di un trattamento preventivo che potrebbe ridurre notevolmente l’incidenza e la gravità degli incendi. Si tratta di un fluido gelatinoso ecologicamente sostenibile che aiuta i comuni ritardanti di fiamma a durare più a lungo sulla vegetazione.

Alla Stanford spiegano che «Applicati alle aree soggette ad ignizione, questi materiali mantengono la loro capacità di prevenire gli incendi durante l’alta stagione degli incendi, anche dopo l’azione degli agenti atmosferici che spazzerebbero via i ritardanti di fiamma convenzionali. Impedendo l’avvio degli incendi, tali trattamenti possono essere più efficaci e meno costosi degli attuali metodi antincendio».

L’autore senior dello studio, Eric Appel del Department of materials science & engineering della Stanford University, sottolinea che «Questo ha il potenziale per rendere gli incendi boschivi molto più proattivi, piuttosto che reattivi. Quello che facciamo ora è monitorare le aree soggette a incendi e attendere con fiato sospeso l’inizio degli incendi, quindi correre a spegnerli». Ma negli Usa un secolo di lotta antincendio e un clima più caldo e più secco hanno acuito il potere distruttivo e allungato la stagione degli incendi, SE quest’anno, finora nel Wet Usa la stagione 2019 degli incendi è stata relativamente calma, negli ultimi 2 anni ci sono stati 4 dei 20 maggiori incendi e 8 dei 20 incendi più distruttivi nella storia della California. In tutti gli Usa, nel 2018 i costi federali per le operazioni antincendio sono stati di oltre 3 miliardi di dollari, l’ammontare più alto di sempre.

Per alcuni ecosistemi gli incendi naturali sono essenziali, ma negli Usa come ormai quasi ovunque la maggior parte degli incendi è causata dall’uomo e molti hanno origine negli stessi hotspot, come bordi delle strade, campeggi e linee elettriche che attraversano aree remote. I ricercatori sono partiti dalla convinzione che «Il trattamento preventivo di queste aree potrebbe fornire un approccio altamente mirato alla prevenzione degli incendi, ma fino ad ora non erano disponibili materiali di lunga durata e favorevoli all’ambiente».

Oltre a eliminare e bruciare i potenziali combustibili, la gestione degli incendi di solito ruota intorno ai mezzi antincendio e i ritardanti, con molti inibitori che vengono usati come ritardanti a breve termine. Per combattere gli incendi attivi, vengono usati soppressori come dei gel che trasportano acqua e i polimeri superassorbenti come quelli dei pannolini. Questi gel vengono pesso usati come ritardanti a breve termine negli edifici dob ve sono in corso incendi a rischio propagazione, ma perdono efficacia una volta che l’acqua che intrappolano evapora, cosa che spesso si verifica in meno di un’ora durante le normali condizioni di un incendio boschivo.

Alla Stanford spiegano ancora: «Le formulazioni ignifughe commerciali più ampiamente utilizzate sui terreni all’aperto utilizzano come componente attivo ignifugo il fosfato di ammonio o suoi derivati ​​. Tuttavia, queste formulazioni trattengono i ritardanti sulla vegetazione solo per brevi periodi di tempo, quindi non possono essere utilizzate preventivamente. Al contrario, la tecnologia sviluppata dalla Stanford – un fluido gelatinoso a base di cellulosa – rimane sulla vegetazione target sopportando il vento, la pioggia e altre esposizioni ambientali».

Il principale autore dello studio, Anthony Yu, dottorando in scienza dei materiali e ingegneria alla Stanford, aggiunge «Se ne possono spargere 20.000 galloni di questo in un’area come prevenzione, oppure 1 milione di galloni della formulazione tradizionale dopo l’inizio di un incendio».

Per testare i materiali ritardanti sulla vegetazione i ricercatori j hanno collaborato con il California Department of Forestry and Fire Protection (CalFire) e hanno scoperto che «Il trattamento fornisce una protezione antincendio completa anche dopo mezzo pollice di pioggia. Nelle stesse condizioni, una tipica formulazione commerciale ritardante fornisce una protezione antincendio scarsa o nulla». Ora scienziati e CalFire stanno testando il nuovo ritardante su aree ad alto rischio lungo le strade che ogni anno sono all’origine di decine di incendi.

Alan Peters, capo divisione CalFire di San Luis Obispo, che ha monitorato alcune degli inneschi di incendi testati, è molto soddisfatto dei risultati: «Non disponiamo di uno strumento paragonabile a questo. ha il potenziale per ridurre definitivamente il numero di incendi».

Il trattamento sviluppato dalla Stanford contiene solo materiali di partenza non tossici ampiamente utilizzati in prodotti alimentari, farmaceutici, cosmetici e agricoli e i ricercatori evidenziano che «Le proprietà uniche di questi fluidi ritardanti simili al gel consentono di applicarli utilizzando spruzzatori agricoli standard o aeromobili. Mentre si dilavano via lentamente, dando la possibilità di proteggere per mesi dagli incendi le aree trattate, i materiali alla fine si degradano».

Appel conclude: «Speriamo che questi nuovi materiali possano aprire le porte all’identificazione e al trattamento di aree ad alto rischio per proteggere la vita e le risorse delle persone».

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Written by forestalinews

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