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Una perla dei Nebrodi. Il Rifugio Forestale di Santa Maria del bosco

di Enzo Crimi –

Se avete voglia di leggerlo e arrivare fino in fondo, attraverso questo post vi farò visitare oggi una perla dei Nebrodi: il rifugio forestale di Santa Maria del bosco.

Chi ama viaggiare senza fretta e in punta di piedi, dotato solamente di animo contemplativo, all’interno del territorio montano di Randazzo, trova il giusto equilibrio tra rumori e silenzi, tra inquietudine e distensione, emozioni uniche che solo da queste parti la “Madre Natura” può elargire a chi di essa ne ama le sue essenze più pure, ad essa bisogna chiedere il “permesso” per entrare in questi santuari naturali e ad essa bisogna prometterle che non la danneggeremo. Raggiungere il rifugio di Santa Maria del bosco è alquanto semplice. Questo percorso inizia dal centro abitato di Randazzo e attraverso l’estrema propaggine sud-orientale dei Nebrodi, si spinge sino alle sorgenti del fiume Alcantara, tra i territori di Randazzo e Floresta. Lasciando il centro abitato di Randazzo attraverso l’antica porta Aragonese, si imbocca la SS. 116 (Randazzo – Capo d’Orlando), da qui, dopo avere oltrepassato il suggestivo ponte in pietra lavica sul fiume Alcantara, a circa 700 metri, seguendo le istruzioni di un cartello in legno, si svolta a sinistra e ci si immette su un percorso dal quale non ci si può esimere nel restare straordinariamente colpiti dalla visione del paese di Randazzo che, “difeso” dai balzi lavici e dalle sue mura medievali, quando scorre, si specchia nelle acque del fiume Alcantara e offre al visitatore l’imponente visione dell’Etna che dall’alto della sua possanza sta a guardare lo scorrere dl tempo. Il percorso risale come per rincorrere a ritroso il corso del fiume, che inizia a scorrere ancora molto più a monte. Dopo avere potuto godere di un paesaggio semplice ma ricco di attrattiva naturalistica, si giunge all’ingresso dell’area boscata demaniale di Santa Maria dei Bosco. Ancora qualche chilometro dopo aver oltrepassato il cancello d’ingresso e ci si potrà dissetare con fresca acqua di sorgente presso l’area attrezzata omonima gestita dall’Ufficio Provinciale del Territorio di Catania, ex Azienda Foreste Demaniali della Regione Siciliana. Qui ci si sofferma piacevolmente in un’antica masseria, corredata da tavoli, panche, piani di cottura e persino servizi igienici e qualche gioco per bambini, che rendono la sosta, anche di qualche giorno, ancora più confortevole. Una piccola stanza della masseria, è stata ristrutturata e adibità a luogo di culto religioso, per come probabilmente lo era in origine e in un’altra stanza, è stato allestito un piccolo museo dell’arte e tradizione contadina. Insomma, ne vale davvero la pena visitare questa infrestruttura che ha carattere ricettivo ma anche ricreativo. Questo luogo, consentito al transito delle autovetture soltanto previa autorizzazione dell’autorità forestale, si presta molto per il pernottamento di gruppi scouts e scolaresche, numerosissimi nel periodo estivo e soprattutto in primavera. Inoltre, l’area si può utilizzare come punto base per escursioni a piedi, in mountain-bike e a cavallo, verso un altro gioiello di questo territorio, il rifugio montano di “Pomarazzita”, oppure, il versante sommitale dei monti Nebrodi e le sorgenti del fiume Alcantara. In questo posto, non è difficile fare la conoscenza diretta della variegata fauna dei Nebrodi.

Ci sono mille motivi per salire fin al rifugio forestale di Santa Maria del bosco, tra questi è soprattutto, per scappare dalla vita caotica e frenetica delle città, in cerca di scenari naturali e autentici, e quando il visitatore è lassù a passare la notte, sappia che si tratta di un rifugio semplice e spartano, non cerchi le comodità cittadine, non sia troppo pigro da non alzarsi e perdere così un’alba che dopo aver innondato di luce questa parte dei Nebrodi, s’infila quasi di striscio tra gli alberi di querce e conifere per dare luce al fiume Alcantara che scorre a valle del rifugio. La sera non sia troppo stanco e affamato da restare pigramente seduto dentro a tavola ma si goda il calar del sole e il dolce passaggio dal giorno alla notte. Se incontra il cattivo tempo, non si perda il temporale montano estivo, fatto di un composto caos, tra rumori assordanti e mille luci, per poi come d’incanto veder apparire il sole e poter respirare quell’aria fresca di “Madre terra” che lo laverà dentro. Anche solo per uno di questi momenti vale la pena di salire al rifugio di Santa Maria del bosco. Dopo che il visitatore avrà goduto di questo ambiente e vissuto queste sensazioni naturalistiche, tornerà in città con l’animo più ricco, pensando che in fondo tante persone vanno a visitare questo rifugio e poi, dopo poco o magari dopo giorni, quando saranno scese, gli verrà la voglia di ritornare ancora lassù sui Nebrodi, per scoprire un altro rifugio, così da rubare ancora a questo straordinario territorio un nuovo e indimenticabile ricordo e comprendere il perché dalla montagna non si vorrebbe mai scendere!

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Written by forestalinews

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