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Vaccino AstraZeneca: più vicina la decisione di non somministrare le dosi sotto i 50 anni

Un nuovo capitolo nero per il vaccino AstraZeneca, già oggetto di decisioni altalenanti da parte delle agenzie del farmaco internazionali. Non dovrebbe tardare una nuova decisione dell’Italia sull’uso che se ne vuol fare.

Le donne più colpite

L’ipotesi è di non somministrare le dosi sotto i 50 anni perché la quasi totalità dei casi di trombosi associata a carenza di piastrine, eventi culminati anche con la morte in seguito a emorragie cerebrali, hanno colpito nel mondo persone giovani, soprattutto donne. Non è escluso che si possa scendere anche ai 30 o 40 anni, età in cui il rapporto tra il rischio di effetti gravi e beneficio di non ammalarsi di Covid sono a favore del primo.

Speranza valuta cambio di strategia

La possibilità di cambiare le precedenti indicazioni (ora il vaccino è raccomandato sopra i 60 anni ma nulla impedisce di scendere sotto questi limiti) è stata esaminata ieri in una riunione del comitato tecnico scientifico (Cts), presenti il ministro Roberto Speranza (Salute) e il capo di Aifa (Agenzia italiana del farmaco) Nicola Magrini. Non sono mancate le perplessità. Chi dovrà sottoscrivere un eventuale cambio di strategia? Il ministero della Salute con una circolare firmata dal direttore della prevenzione Giovanni Rezza? Oppure lo stesso Cts?

La storia sfortunata del siero

In ogni modo, sarebbe un duro colpo per il preparato anti-Covid di AstraZeneca che non ha avuto una vita fortunata. Primo «candidato» a diventare anti-Covid della storia (a luglio i risultati preliminari della sperimentazione) è andato incontro a una serie di stop. Il più grave risale allo scorso aprile ed è legato ai sospetti sugli effetti collaterali di cui sarebbe responsabile.

LIl nodo seconda dose

Un’altra questione è in via di approfondimento. Chi sotto i 60 anni ha già ricevuto la prima dose deve avere anche la seconda o è preferibile passare a un vaccino a Rna messaggero (Pfizer o Moderna) che al momento non presentano controindicazioni?

Gli appelli degli scienziati

Tre giorni fa l’associazione «Luca Coscioni per la libertà della scienza» ha sollevato nuovamente il problema sulla sicurezza chiedendo di fermare gli Open day, eventi vaccinali in occasione dei quali AstraZeneca viene offerto a tutti, dai 18 anni in poi. Basta prenotare e munirsi di un ticket virtuale. Altre associazioni e singoli scienziati hanno rivolto lo stesso appello. Al movimento di contrari si aggiunge l’emozione per la storia di una ragazza 18enne ricoverata con emorragia cerebrale al San Martino di Genova dopo essersi immunizzata in uno di questi appuntamenti.

Gli open day sotto accusa

In Italia le Regioni si sono mosse in ordine sparso, senza tener conto dell’indicazione sull’uso preferenziale ai 60 enni. L’Asl di Napoli ha revocato l’Open day programmato per stasera, talmente aperto da non richiedere appuntamento. Non così in Sicilia che offre da oggi a domenica i due vaccini a vettore virale ai maggiorenni.

Regioni in ordine sparso

Nel Lazio, aperte le prenotazioni per un Open week a base di AstraZeneca, sempre da oggi a domenica. I presidenti di Friuli Venezia Giulia, Massimiliano Fedriga, e del Veneto, Luca Zaia, rivendicano di non aver ceduto alla strategia degli Astra-day. La Sardegna segue la strada maestra: niente dosi al di sotto dei 60 anni.

L’ipotesi di Sileri

Il sottosegretario alla Salute Pierpaolo Sileri propende per introdurre limiti sotto i 30-40 anni: «Non farei una revisione oltre queste età perché il rapporto rischi-benefici è ancora a favore del secondo anche in una fase di bassa circolazione del virus».

L’incidenza degli eventi di trombosi

Giuseppe Remuzzi, direttore scientifico dell’istituto Mario Negri, ricorda l’incidenza degli eventi di trombosi pubblicati sulla rivista specializzata Science, riferiti al Regno Unito: tra 20 e 29 anni il rischio era di 1,1 ogni 100mila, il rischio di avere una forma grave di Covid oscilla tra 0,8 e 6,9: «Ecco perché l’agenzia europea dei farmaci ha scelto di non sconsigliare le somministrazioni per genere o fasce d’età. Negli hub non lo proporrei a donne sotto i 40 anni»

Margherita De Bac Corriere della Sera

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Written by forestalinews

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