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Valorizzare il contributo della natura e delle foreste nelle politiche per il clima

Valorizzare il contributo della natura e delle foreste nelle politiche per il clima, puntare sulla tutela della biodiversità e promuovere la gestione forestale sostenibile per garantire l’erogazione di tutti i servizi ecosistemici, rafforzare le filiere forestali sostenibili e le produzioni locali, frenare l’abbandono della montagna, prevenire il degrado ed i rischi per il territorio, rendere le città più verdi e resilienti al cambiamento climatico. Sono questi per Legambiente i temi centrali che possono fornire un impulso alla bioeconomia circolare e alla tutela degli ecosistemi forestali e che rappresentano per l’associazione ambientalista il quarto pilastro del Recovery lan italiano a cui il governo italiano deve lavorare, tenendo conto delle sfide legate al 2020, anno cruciale per il raggiungimento degli obiettivi decennali sulla conservazione della Natura.

Temi al centro del III Forum ‘La Bieconomia delle Foreste. Conservare – Ricostruire- Rigenerare’ organizzato da Legambiente Sulla Strategia forestale nazionale in fase di definizione e prevista dal Testo unico sulle filiere forestali, Legambiente chiede che si arrivi al più presto alla sua approvazione e che a livello europeo venga definita una politica comunitaria forestale analoga a quella che si è sviluppata in ambito agricolo.

A tal riguardo l’associazione ambientalista ricorda che il 43% della superficie dell’Ue (182 milioni di ettari) è costituito da foreste o altri terreni boschivi, di cui 134 milioni di ettari sono disponibili per l’approvvigionamento di legname. Inoltre dal 1990 al 2015, la copertura forestale è aumentata di un’area pari alla superficie della Grecia, grazie ai programmi di imboschimento e riforestazione e alla ricrescita naturale.

“La crisi climatica, le esigenze di decarbonizzazione dell’economia, e la necessità di sostenere uno sviluppo più sostenibile, in cui assume un ruolo importante la tutela della natura, – dichiara Stefano Ciafani, presidente nazionale di Legambiente – sono le sfide del prossimo decennio a cui anche il settore forestale è chiamato a dare un contributo. Sfide che richiamano gli impegni che il nostro Paese ha sottoscritto per frenare gli effetti negativi della crisi climatica sulla tutela degli ecosistemi naturali e per garantire il benessere dei cittadini”.

“Spetta ai singoli Stati membri agire e al nostro Paese inserire nel Piano nazionale di ripresa e resilienza, che dovrà predisporre nei primi mesi del 2021, gli obiettivi previsti dalla Strategia sulla biodiversità per il 2030 in coerenza con la transizione ecologica e sociale delle economie europee richiesta dal Next Generation Eu”.

“Una transizione ecologica ed un modello di sviluppo economico basato sulla conservazione della biodiversità e su soluzioni naturali che la Commissione propone agli Stati membri richiedendo che nei singoli Piani nazionali di ripresa e resilienza sia contenuta un’azione climatica ambiziosa a cui destinare almeno il 37% delle risorse complessive e finanziare misure di protezione della biodiversità sanciti a livello europeo e globale. Non perdiamo dunque questa preziosa occasione per rilanciare la nostra economia orientandola verso obiettivi di sostenibilità traducendo in realtà la rivoluzione verde nel nostro Paese” conclude Ciafani.

Per l’associazione ambientalista conservare la biodiversità è dunque una delle prime condizioni per aiutare a ridurre le emissioni di gas serra e a rendere gli ecosistemi più resilienti e capaci di proteggersi da soli. Ma è anche una grande opportunità di investimento e di creazione di nuovi lavori per una economia verde, se pensiamo che solo in Europa circa il 17% dei posti di lavoro attuali è più o meno direttamente collegato alle risorse ecosistemiche e quindi alla loro efficienza biologica.

Per questo la stessa Unione Europea ha più volte ricordato l’importanza di mantenere gli ecosistemi sani e funzionali affinché possano garantire, tra gli altri, l’equilibrio climatico o l’impollinazione. Per raggiungere i livelli di mitigazione necessari entro il 2030 è essenziale ripristinare le foreste, i suoli e le zone umide e creare spazi verdi nelle città, un concetto alla base anche della Strategia europea per la biodiversità al 2030 in cui si definiscono nuove modalità per attuare con maggior efficacia la normativa già in vigore, ma anche nuovi impegni, misure e obiettivi per frenare la perdita di biodiversità.

E una delle chiavi per farlo, sottolinea Legambiente, si chiama gestione forestale sostenibile e responsabile che garantisce la conservazione della biodiversità e l’erogazione dei servizi ecosistemici per mantenere a lungo il valore ambientale, economico, sociale e culturale delle foreste. “Le foreste – aggiunge Antonio Nicoletti, responsabile nazionale aree protette e biodiversità Legambiente – sono preziosi alleati per contrastare la crisi climatica e offrono alla collettività servizi ecosistemici di valore straordinario e la filiera italiana della trasformazione è già leader nel mondo per qualità dei manufatti e originalità del design, rappresentando un settore che ha ben compreso le necessità di uno sviluppo nel segno della sostenibilità e della tracciabilità, in grado di contemperare le esigenze di conservazione con quelle di valorizzazione”.

“Ma, alla luce delle sfide in atto e dei ritardi accumulati nel nostro Paese dove negli ultimi 50 anni è mancata una visione strategica finalizzata a migliorare il paesaggio e la qualità del bosco, crediamo opportuno che il settore forestale italiano debba imboccare la strada della gestione forestale sostenibile e responsabile senza perdere altro tempo approvando al più presto la Strategia Forestale Nazionale. Per questo vanno ripensati pianificazione, soprattutto nelle aree naturalistiche e di pregio, criteri di tutela in un’ottica multifunzionale e utilizzo dei prodotti forestali a cascata soprattutto per la filiera legno-energia. Si deve, inoltre, puntare a valorizzare e riconoscere economicamente l’impegno degli operatori e delle comunità locali che con le loro attività garantiscono una buona gestione delle foreste e l’erogazione dei servizi ecosistemici” conclude Nicoletti.

Il III Forum Nazionale ‘La Bioeconomia Delle Foreste’ è il quarto di sette incontri tematici organizzati da Legambiente con istituzioni, imprese e associazioni per individuare le migliori proposte per il Piano nazionale di ripresa e resilienza che il Governo italiano dovrà presentare in Europa entro aprile 2021. I prossimi appuntamenti in programma saranno: Conferenza Città Clima sull’adattamento climatico in ambito urbano (25 novembre), Forum QualEnergia sulla lotta alla crisi climatica e sulla mobilità sostenibile (2-3 dicembre), Rapporto Ecomafia (11 dicembre).In evidenzaCondividi

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