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Variante Delta, gli scienziati avvertono i turisti. “In vacanza dopo la seconda dose”

«È importante che si parta per le vacanze con la seconda dose di vaccino effettuata. Noi dobbiamo convincere gli italiani a non rinviare il vaccino per andare in ferie. É tempo di agire, dobbiamo vaccinare tutti e metterci in sicurezza». Il messaggio del professor Francesco Vaia, direttore dello Spallanzani di Roma, è chiaro. Anzi, il suo suona quasi un appello. La preoccupazione degli scienziati è evidente: si chiama variante Delta del Covid.

Il virus più trasmissibile e meno sensibile agli anticorpi

«Quando il Regno Unito decise di estendere l’intervallo di tempo tra la prima e la seconda dose dei vaccini — ricorda la professoressa Antonella Viola, immunologa dell’Università di Padova — io dichiarai subito la mia preoccupazione, spiegando che generare immunità parziale nella popolazione durante una pandemia favorisce la circolazione di varianti resistenti agli anticorpi. È ciò che sta accadendo con la variante Delta. Il virus è non solo più trasmissibile ma anche meno sensibile agli anticorpi. Per questo, ora, chi ha ricevuto una sola dose può non solo infettarsi ma anche ammalarsi. Ecco quindi la corsa a fare i richiami in fretta: meglio coprire bene le persone con più di 50 anni piuttosto che vaccinare i ragazzi».

A luglio in arrivo 14 milioni di dosi

Gli strumenti ci sono: fonti di governo assicurano che a luglio arriveranno in Italia oltre 14 milioni di dosi (12 di Pfizer e 2 di Moderna), abbastanza per mettere in sicurezza un numero consistente di italiani. Anche perché l’Istituto superiore di sanità ha fatto sapere che la maggior parte delle nuove infezioni riguarda «soggetti non vaccinati» o «che sono stati vaccinati con la prima dose o con il vaccino monodose entro 14 giorni dalla diagnosi» ovvero ancora «prima del tempo necessario a sviluppare una risposta immunitaria completa». Ecco perché gli scienziati raccomandano di sbrigarsi a completare il ciclo. Tanto più che, secondo l’ultimo report settimanale del governo, in Italia ci sono ancora 2,7 milioni di over 60 che non hanno fatto neanche la prima dose di vaccino anti Covid-19.

L’infezione dopo una cena al santuario

E intanto la variante Delta non sta a guardare. Da Nord a Sud: a Maleo, nel Lodigiano, si è sviluppato un mini-focolaio con 10 persone positive. Le analisi tuttora in corso hanno già stabilito che almeno 3 di loro hanno contratto la temibile variante. E così in Piemonte, dai primi di maggio a fine giugno, sono stati identificati 8 casi di Delta, tra Cuneo, Torino, Novara e Biella: 6 italiani e 2 stranieri. Per fortuna si tratta di casi asintomatici o con sintomi non di particolare gravità e sono già tutti guariti o in via di guarigione. A Biella tre persone, di cui una già vaccinata con le due dosi, sono risultate positive dopo una cena al santuario di San Giovanni d’Andorno. Ma anche il capodelegazione dell’Indonesia al G20 di Catania, che si è tenuto il 22 e 23 giugno, si è rivelato positivo alla Delta e ora è sottoposto a terapia monoclonale all’ospedale Cannizzaro.

fonte corriere.it

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Written by forestalinews

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