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Virus misterioso in Cina. Contagio uomo a uomo

A sostenerlo un team di esperti della National Health Commission cinese. Rezza: “Contagio limitato ma al momento non possiamo escludere la possibilità che arrivi pure in Europa o Italia”. Il ministero: “Rimandare viaggi a Wuhan non necessari”

Alla fine la notizia tanto attesa è arrivata: il coronavirus cinese che ha già colpito, secondo alcune stime, 1.700 persone, uccidendone quattro – nella notte l’annuncio della quarta vittima da parte di Pechino – si può trasmettere anche da uomo a uomo. Un team di esperti della National Health Commission cinese ha confermato che il nuovo ‘misterioso’ coronavirus, che provoca una malattia simile alla polmonite, si trasmette da persona a persona. Nel sud del Paese si sarebbero dunque verificati due casi di trasmissione uomo-uomo del coronavirus, in particolare nella provincia del Guangdong, ha fatto sapere il capo del panel di studiosi, Zhong Nanshan.

Il direttore generale dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms), Tedros Adhanom Ghebreyesus, ha convocato il Comitato di emergenza in merito al nuovo coronavirus (2019-nCoV) diffusosi in Cina. Il comitato si riunirà il 22 gennaio a Ginevra per accertare se il focolaio di casi “rappresenti – afferma l’Oms in una nota – un’emergenza di salute pubblica di livello internazionale e quali raccomandazioni dovrebbero essere fatte per fronteggiarla”.

“Trasmissione ancora limitata”

“Sicuramente è un dato che cambia lo scenario e occorre vigilare su chi viene dalle zone colpite. Se presentasse i sintomi della polmonite andrebbe isolato in ospedale. Ma la trasmissione appare ancora limitata, tanto che l’Oms al momento non ha ancora deciso restrizioni – commenta il capo del dipartimento di epidemiologia dell’Istituto Superiore di Sanità, Gianni Rezza – Un conto sono 40 casi, un conto oltre mille è chiaro che a questo punto la trasmissione umana è abbastanza evidente, come peraltro capita con i coronavirus. Ma è un contagio limitato, solo con contatti stretti, non per vie aeree: non è come l’influenza per capirci. Se è così, come credo, la situazione può essere tenuta sotto controllo. I casi trovati fuori da Wuhan, dove c’è il mercato del pesce ritenuto il cuore del focolaio, sono pochi”. Per di più, rispetto al drammatico precedente della Sars, aggiunge Rezza, “i sintomi di queste polmoniti non sembrano gravi. Ma è ancora una fase in cui c’è da capire bene, al momento la trasmissione è bassa”.

Evitare viaggi se non necessari

Il primo focolaio di quest’infezione è stato individuato nella città di Wuhan, ma la patologia, che si presenta con sintomi come febbre e problemi respiratori, è arrivata anche in Corea del Sud, in Thailandia e Giappone. Proprio in Thailandia un turista britannico, Ash Shorley, 32 anni, potrebbe essere il primo occidentale a essere stato infettato. Ora si trova in condizioni critiche in un ospedale di Phuket. Mentre per ora Europa e Italia sembrerebbero ancora sicure. Secondo il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie, il rischio di diffusione nei paesi europei è estremamente limitato. Ma il ministero della Salute, nelle locandine del ministero della Salute affisse nell’aeroporto di Roma Fiumicino, invita alla prudenza. E consiglia di “rimandare viaggi a Wuhan non necessari”. E di consultare il medico e vaccinarsi contro l’influenza “almeno due settimane prima del viaggio”.

Una situazione di incertezza che però non preoccupa ancora gli esperti in Italia. Dopo la notizia del contagio da uomo a uomo “nessuno può escludere che il virus arrivi in Europa, e anche in Italia – dice ancora Rezza – ma al momento non ci sono indicazioni particolari dall’Oms. Ci sono le normali misure di sicurezza, c’è ancora da capire bene la portata del fenomeno, vedere come evolve e poi eventualmente adottare misure più restrittive, come fu per l’epidemia di Sars”.

In 16 anni 5 virus diventati capaci di colpire uomo

Intanto emerge che sono cinque, in 16 anni, i virus che hanno fatto il ‘salto di specie’, ossia che dagli animali che li ospitavano sono diventati capaci di trasmettersi da uomo a uomo. Di questi tre appartengono alla famiglia dei coronavirus, la stessa cui appartiene il virus 2019-nCoV che ha cominciato a diffondersi dalla città cinese di Whuan. “Tre coronavirus in meno di 20 anni un forte campanello di allarme. Sono fenomeni legati anche a cambiamenti dell’ecosistema: se l’ambiente viene stravolto, il virus si trova di fronte a ospiti nuovi”.

repubblica

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Written by forestalinews

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